Natascia Berardinucci

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555 GIORNI DI CATTIVITA'

DEDICATO A...

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"...ad ogni lacrima e per ogni sorriso

ad ogni inciampo e ad ogni caduta 

a tutti i cirenei incontrati sul mio cammino..."

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07646 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100616

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07646 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100616

 

 

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-07646 presentata da RITA BERNARDINI mercoledi' 16 giugno 2010, seduta n.338 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano di Teramo «Il Centro» con articoli pubblicati il 20 marzo 2010 ed il 30 maggio 2010, la signora Natascia Berardinucci, 35enne, di professione infermiera presso il distretto sanitario di base di Sambuceto, incensurata, e' stata arrestata il 30 novembre 2009 perche' accusata dei reati di cui agli articoli 612-bis (atti persecutori), 81, 582 (lesioni), 61 n. 1, 635 (danneggiamento) e 625 n. 7 (furto aggravato) del codice penale nei confronti dell'ex convivente, un imprenditore di Atri; la donna soffre di Parkinson giovanile ed ha difficolta' nella deambulazione, il che la costringe ad assumere farmaci che ne possono alterare l'umore; cio' nonostante, ha sempre svolto attivita' di volontariato con la Croce rossa sia presso la sua citta' di residenza, sia presso alcuni Paesi africani, in particolare all'interno della comunita' keniota di Chaaria; durante il periodo di custodia cautelare la signora Berardinucci e' stata reclusa nel carcere di Teramo, poi in quello di Pisa ed infine, di nuovo, nel carcere di Teramo; nonostante sia incensurata ed abbia sempre tenuto una condotta di vita da tutti giudicata encomiabile, il giudice della cautela, su conforme parere del sostituto procuratore presso il tribunale di Teramo, dottoressa Laura Colica, ha respinto numerose istanze di revoca della custodia in carcere avanzate dalla donna al fine di ottenere gli arresti domiciliari presso la clinica Villa Serena, struttura che si era detta disponibile ad accogliere la signora Berardinucci; nel corso dei primi 23 giorni di carcerazione preventiva la donna non ha potuto ricevere le visite dei suoi familiari e, dopo il trasferimento presso l'istituto penitenziario di Pisa, le e' stato somministrato un farmaco per controllare i suoi sbalzi d'umore, il che l'ha costretta ad un immobilismo pressoche' totale, al punto che solo la solidarieta' delle sue compagne di cella le ha permesso di poter usufruire di condizioni adeguate dal punto di vista igienico; le condizioni di salute della signora Berardinucci sono andate notevolmente peggiorando a causa della sottoposizione della donna al regime carcerario, sicche' ad un certo punto il padre e la cugina dell'imputata hanno deciso di protestare davanti alla sede del tribunale di Teramo; secondo quanto riferito dal padre della donna al quotidiano di Teramo «Il Centro», le condizioni di salute della figlia avrebbero subito un evidente deterioramento durante la permanenza dell'imputata nella casa circondariale di Pisa, all'interno della quale la signora Berardinucci sarebbe stata sottoposta a terapie tradizionalmente somministrate a pazienti schizofrenici; dopo 106 giorni di carcere preventivo all'interno delle predette case circondariali, i periti del tribunale hanno accertato l'incompatibilita' delle condizioni di salute della donna con il regime carcerario; di tal che il giudice del tribunale monocratico di Teramo, sezione distaccata di Atri, dottoressa Antonella Redaelli, sulla base di una presunta pericolosita' sociale dell'imputata, ha concesso alla signora Natascia Berardinucci gli arresti domiciliari presso la casa di cura Villa Serena sita in provincia di Pescara; la signora Berardinucci si e' sempre proclamata innocente rifiutandosi di definire il procedimento nelle forme di cui all'articolo 444 del codice di procedura penale (patteggiamento), sebbene la predetta scelta processuale le avrebbe sicuramente garantito l'ottenimento di una pena piu' lieve, oltre a tutta una serie di ulteriori benefici e al conseguente alleggerimento della sua posizione processuale; nel corso del processo la persona offesa si e' piu' volte contraddetta e i testi della difesa hanno riferito che la relazione amorosa tra la signora Berardinucci e il denunciante fosse ancora in piedi nei mesi in cui quest'ultimo ha asserito di essere stato perseguitato; inoltre l'imputata ha sostenuto di essere stata piu' volte provocata dal suo compagno ed altri testimoni hanno aggiunto che la relazione amorosa tra i due fosse molto turbolenta e che le lesioni fossero reciproche; cio' nonostante all'esito del processo, ovvero all'udienza del 9 giugno 2010, la donna e' stata condannata per tutti i reati di cui al capo di imputazione, uniti gli stessi dal vincolo della continuazione e previa concessione delle attenuanti generiche e della diminuente costituita dal vizio parziale di mente, alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione; con lo stesso provvedimento il giudice, dottoressa Redaelli, ha ordinato, ex articolo 206 codice penale, che la signora Natascia Berardinucci sia sottoposta in via provvisoria alla misura di sicurezza della casa di cura e custodia per il tempo di mesi sei, atteso che la predetta misura di sicurezza sembrerebbe allo stato «l'unica misura idonea a infrenare il pericolo di reiterazione di altri reati in considerazione della condizione di infermita' neurologica (che e' alla base) della infermita' psichica della Berardinucci e del persistere della pericolosita' sociale della stessa che fanno emergere come sia inappropriata qualsiasi misura diversa»; in data 12 giugno 2010 veniva eseguita la misura di sicurezza a carico della signora Berardinucci presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere (Mantova). In data 14 giugno 2010 l'avvocato Danielle Mastrangelo, difensore dell'imputata, ha impugnato innanzi al tribunale di sorveglianza dell'Aquila la predetta ordinanza chiedendone la revoca non sussistendo i presupposti richiesti dalla legge per l'applicazione in via provvisoria di tale misura di sicurezza o, in subordine, chiedendone la sostituzione con la misura piu' gradata degli obblighi di dimora e/o della liberta' vigilata presso il comune di San Giovanni Teatino, atteso che l'imputata e' in grado, come risulta da certificati esistenti agli atti, di «assumere la terapia in corso presso la propria abitazione, essendo il trattamento farmacologico assunto per via orale e tramite un cerotto transdermico, tali modalita' possono essere effettuate in qualsiasi altra sede, compresa l'abitazione»; a sostegno del suo atto di impugnazione, la difesa dell'imputata evidenzia, tra l'altro, come le motivazioni addotte dal giudice del tribunale di Teramo, sezione distaccata di Atri, nell'ordinanza del 9 giugno 2010 siano sprovviste di fondamento, in quanto i periti hanno affermato: a) che il «discontrollo degli impulsi» di cui era affetta Natascia Berardinucci erano stati «slatentizzati» dall'assunzione del farmaco Mirapexin; b) che la presenza di un disturbo della personalita' non impedisce al soggetto di condurre una normale vita sociale in ogni suo aspetto; c) che pertanto l'imputata non e' pericolosa socialmente; ed invero il giudice avrebbe applicato la misura di sicurezza, ad avviso degli interroganti, desumendo l'esistenza della (presunta) pericolosita' sociale della signora Berardinucci esclusivamente sulla base di quanto dichiarato dalla parte offesa -: di quali informazioni dispongano i Ministri interrogati in merito alla vicenda descritta in premessa; se attualmente nell'ambito dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere venga assicurato alla detenuta un adeguato supporto psicoterapeutico e quali iniziative di rispettiva competenza intendano adottare affinche' alla signora Berardinucci venga garantito il rispetto dei diritti inviolabili, considerata la gravita' delle sue condizioni di salute. (4-07646)

PRESENTAZIONE DEL MANOSCRITTO

I RICONOSCIMENTI

I RICONOSCIMENTI

Nella maestosa cornice di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, si è tenuta la cerimonia di premiazione della kermesse letteraria organizzata da Sanofi. Una giuria d’eccellenza, con il Ministro Lorenzin come giurato d’onore e il pubblico delle grandi occasioni a sottolineare l’importanza dell’evento

Gli altri libri arrivati in finale sono: ‘Prigioniera della mia innocenza’ di Natascia Berardinucci (Bonfirraro Editore), ‘Come si ragiona in medicina’ di Vito Cagli (Armando Editore), ‘La difficoltà di essere speciali’ di Santa Costanzo e Renzo Scortegagna (Albatros Edizioni), ‘Alzheimer mon amour’ Cecile Huguenin (Edizioni Clichy).

DI GIANNI COLACIONE

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2012/04/11/golia-il-morbo-di-parkinson-e-gioco_7320.shtml

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2012/04/11/golia-il-morbo-di-parkinson-e-gioco_7320.shtml

Da Domenica Live del 18.11.2012

Da Domenica Live del 18.11.2012

 

http://www.video.mediaset.it/video/domenica_live/full/358862/puntata-del-18-novembre.html

Stalking di Stato: atti persecutori nei confronti dell'individuo da parte dello Stato.